:: LA CORSA ::
Allenamento e preparazione Abbigliamento e scarpe Alimentazione e integrazione
Training mentale Meccanismi fisiologici Test di valutazione
Tecnica di corsa Percorso e analisi gare La gara
:: ALLENAMENTO E PREPARAZIONE:: Torna all'elenco articoli >>>
CORRERE IN COMPAGNIA

Molte volte mi sono sentito dire che è molto difficile riuscire a conciliare passione per la corsa, il piacere di correre in compagnia rispettando la propria individualità e condizione fisica, e migliorare le proprie prestazioni in gara. L'idea di questa newsletter nasce dall'esperienza personale, dopo una piacevole chiacchierata con alcuni miei allievi che sto preparando per la Maratona di Treviso del 30 Marzo prossimo. Ogni vero podista che si rispetti ha la necessità e il desiderio di correre in compagnia (non sono uno di questi… purtroppo), e forse quello è lo stimolo in primis che gli permette di correre a qualsiasi ora del giorno e con qualsiasi condizione meteorologica, anzi a volte è stato il primo passo verso questo splendido mondo che è la corsa, quindi guai a toglierli il piacere di correre in compagnia.

Ma come fare a correre in compagnia senza esagerare? Come fare per correre insieme allenandosi e non solo correndo? E come migliorare le proprie prestazioni in Maratona senza esagerare?

E' doverosa una premessa. C'è una differenza sostanziale tra chi corre (per il piacere di correre in compagnia) e chi si allena (per ottenere un obiettivo). Allenarsi e correre non sono la stessa cosa, è molto difficile conciliare le due cose. Quando iniziamo a correre dobbiamo decidere e chiederci "per quale motivo corriamo" (?). Per starbene; per raggiungere degli obiettivi cronometrici; per avere la possibilità di viaggiare, sia in Italia che all'estero. Molte volte (non sempre) lo starbene non concilia con il voler raggiungere degli obiettivi ambiziosi, perché si cerca di allenarsi a ogni costo, con frequenza e intensità, e non si riesce a osservare la realtà che ci circonda, famiglia, lavoro, amici, divertimento. Quindi prima di iniziare a correre, prima di svolgere un programma di allenamento mirato, cercate di capire nel profondo del vostro essere "perché correte". Non è sempre vero che chi corre da solo non ami correre in compagnia, ma forse correre da solo gli permetta di rilassarsi, di cercare delle risposte interiori, di sfidare se stesso senza l'aiuto morale dei compagni di corsa. Dopo questa doverosa premessa vediamo come poter correre in compagnia.

Il più delle volte quando si corre in compagnia si rischia di adattarsi sempre al gruppo senza tener presente la propria condizione fisica, con la conseguenza di esagerare (è l'ipotesi più frequente) o di allenarsi senza uno stimolo efficace. Tutto ciò accade anche quando si gareggia e si vuole stare per forza nel gruppo di amici che corre più velocemente di noi.

Le soluzioni per riuscire a correre in compagnia in maniera corretta creando nel nostro organismo gli stimoli fisiologici adatti per migliorare sono :
  • Allenarsi fin dall'inizio con lo stesso gruppo, il più delle volte si inizia a correre insieme ad amici spinti dall'energia del gruppo , tutto ciò è importante in modo tale da ottenere dopo un periodo di preparazione più o meno gli stessi miglioramenti; è ovvio che c'è sempre chi risponde meglio agli stimoli allenanti perché è attento all'alimentazione, ad allenarsi regolarmente, a rispettare il riposo;
  • Allenarsi qualche giorno in più degli amici, per chi corre più lentamente rispetto al gruppo si può cercare di svolgere in settimana qualche seduta di allenamento da solo per poter migliorare la condizione fisica e raggiungere man mano la condizione del gruppo e godersi le uscite in gruppo con serenità;
  • Alternare nella stessa seduta allenamenti veloci e medi, durante la stessa seduta di allenamento si può differenziare la seduta, i podisti più lenti possono correre un corto veloce (a ritmo soglia), mentre i podisti più veloci corrono un medio cercando di mantenersi al ritmo dei compagni/o più lenti; è ovvio che stiamo parlando di leggere differenze di condizione, circa 15"/30" massimo di differenza del loro livello di soglia anaerobica. Facciamo un esempio, nello stesso gruppo ci sono podisti con una soglia anaerobica (vedi test conconi) di 5'30 al km e un gruppo con una soglia anaerobica di 6'00 al km, se volessero correre insieme potrebbero programmare un corto veloce per i più lenti 6'00/6'05 al km , e una corsa media 6'00/6'05 per i più veloci. Il concetto è che il tutto deve essere programmato a priori e non improvvisato al momento;
  • Inserire sedute con variazioni, le sedute con variazioni di ritmo sono quelle che più si adattano all'allenamento in gruppo, perché si possono alternare tratti in cui si mantiene il ritmo dei podisti più lenti e tratti ove si mantiene il ritmo dei podisti più veloci, è ovvio che sia opportuno adattare e ridimensionare i ritmi di corsa. Prendendo l'esempio di prima potremmo programmare 1km a ritmo di 6'00 al km (ritmo veloce per i podisti più lenti, e ritmo medio per i podisti più veloci) e 1km a ritmo di 6'30 (ritmo medio per i podisti più lenti , ritmo lento per i più veloci); è ovvio che in questo caso i podisti più veloci devono adattarsi a eseguire una seduta ove alternano corsa lenta alla corsa media.
  • Lungo lento classico e con variazioni, negli allenamenti di lungo lento se si volesse uscire in gruppo mantenendo la propria intensità di allenamento ed avere i benefici cardiovascolari richiesti , è opportuno programmare un lungo lento classico per i più lenti, ove mantengono una velocità costante , e un lungo con variazioni per i più esperti e veloci podisti. Esempio , se prendiamo il caso dei podisti di prima, i più lenti (con soglia anaerobica di 6'00 al km) correrebbero a 6'40/6'50 al km mantenendo costante il ritmo; mentre i podisti più veloci (con una soglia di 5'30/5'40 al km) correrebbero dei tratti (chilometri), già stabiliti in precedenza, a ritmo lento 6'40 al km e dei tratti a 6'00/6'10 al km, la media del ritmo finale sarebbe comunque di 6'20/6'30 per i podisti più veloci. Quindi nello stesso allenamento abbiamo raggiunto diversi obiettivi: ci siamo allenati in gruppo per diversi chilometri;ognuno ha raggiunto il suo obiettivo fisiologico e chilometrico;abbiamo rispettato la nostra individualità e condizione fisica non esagerando, ma adattandoci alle esigenze del gruppo.
Il più delle volte per ovvie ragioni fisiologiche e pratiche dovrebbe essere il podista più veloce che deve adattarsi alla condizione dei compagni più lenti, perché se accadesse il contrario (e nella pratica avviene più di frequente) i podisti più lenti farebbero una fatica immane e il risultato finale con il proseguo della preparazione sarebbe :

          "esagerazione + infortunio = stop"

Al tempo stesso chi corre più velocemente e si adatta al ritmo lento dei compagni rischia di non ottenere i benefici fisiologici desiderati e non migliorare le proprie prestazioni. Quindi la soluzione è nella via di mezzo, riuscire ad alternare diverse tipologie di sedute e diversi ritmi che diano l'opportunità a chi è più lento di correre in compagnia e a chi è più veloce di allenarsi per migliorare. Sono contrario in allenamento a utilizzare i compagni più veloci come "lepri" per fare il ritmo, perché si esagera sempre e non si ottengono i miglioramenti fisiologici dovuti.

Quindi concludendo si può affermare che è possibile allenarsi in gruppi eterogenei, ma rispettando alcune regole di buon senso, condivisione, adattamento, spirito di gruppo, rispetto per l'altro, e per se stessi, la nostra individualità se vogliamo correre più a lungo possibile senza lasciarsi trascinare dalla "mania del sorpasso"… cercare di correre più veloce del compagno quando la condizione fisica non ce lo permette.

E' da tener presente che la maggior parte di noi podisti utilizza la corsa come mezzo per StarBene e raggiungere uno stato di benessere prolungato. A voi la scelta, allenatevi in gruppo ma non fatevi del male.
Buona corsa
Lascia un commento all'articolo --- >>>