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LE QUALITA' FISICHE PER UN PODISTA
La maggior parte dei tecnici, degli educatori fisici, degli sportivi in genere, sono convinti che per primeggiare, per gareggiare, per divertirsi e riuscire nella pratica di un'attività sportiva c'è necessità di possedere delle qualità o caratteristiche tecniche, fisiche e psicologiche specifiche. E' opportuno comunque tener presente che una cosa è se si parla di "giovane talento" che vuole dedicare del tempo pieno alla pratica di un'attività sportiva, l'atletica, per diventare in futuro un campione. Un'altra cosa è se si parla di "podista amatore" che dedica il suo tempo libero alla pratica di un'attività sportiva, la corsa, per rilassarsi, divertirsi, e per ultimo ottenere anche dei buoni risultati. Noi prenderemo in riferimento la maggior parte dei podisti amatori che si dedicano alla corsa come "valvola di sfogo" e per sfidare se stessi.

Le caratteristiche indispensabili per riuscire a praticare la corsa con regolarità, divertendosi, e ottenendo anche dei risultati tecnici sono:
  1. Testa (mente);
  2. Motore (qualità organiche);
  3. Struttura fisica;
  4. Tecnica di Corsa;
  5. Talento naturale.
Mettendo da parte la 5^ qualità o caratteristica, cioè il talento naturale, in quanto è una condizione che ci viene affidata e concessa "geneticamente" da madre natura, su tutte le altre 4 possiamo lavorarci e migliorare a qualsiasi età. E' ovvio che c'è da premettere man mano che si va avanti negli anni è più difficile migliorare e modificare alcune caratteristiche fisiche, tecniche e mentali del nostro organismo. Analizziamo una per volta.
  1. Testa (mente): oramai è risaputo dell'importante che riveste la mente nella gestione degli allenamenti, delle gare e di tutte le situazioni che potrebbero incorrere durante una lunga preparazione, come quella per preparare una Maratona. Oramai quando si parla di preparazione non si fa solo riferimento alla preparazione atletica, ma anche e soprattutto si fa riferimento "all'allenamento mentale" per lo sportivo, sia esso professionista o amatore. Tutto ciò perché ognuno, sia esso professionista o amatore, con le proprie potenzialità e caratteristiche, deve correre per 42km195mt, ed è necessario gestire lo stress pre-gara, le tensioni emotive, la fatica muscolare e nervosa per la gestione di allenamenti lunghi e intensi. Le tecniche per migliorare dal punto di vista mentale sono differenti: dal training mentale, al training autogeno, dallo yoga come attività per controllare il respiro e le tensioni muscolari, alla meditazione zen per calmare la mente e focalizzare le energie sul "qui e ora" (la gara o allenamento). Ogni amatore può tranquillamente sperimentare e provare su se stesso una di queste pratiche che potrebbero far vivere meglio la corsa e sfruttare al meglio il proprio potenziale a volte bloccato nella nostra mente.
  2. Motore (organismo): questo secondo aspetto è strettamente collegato alle qualità fisiche del nostro organismo, suddivise in capacità condizionali sono determinate prevalentemente da processi energetici (forza, resistenza, velocità); le capacità coordinative sono quelle che permettono di aumentare il controllo e l'adattamento del movimento e sono suddivise in: generali (capacità di direzione e controllo motorio, apprendimento ed adattamento); speciali (capacità di accoppiamento e combinazione dei movimenti, differenziazione,equilibrio, orientamento, ritmizzazione, reazione e trasformazione). La mobilità articolare è invece la capacità di eseguire dei movimenti utilizzando la massima ampiezza articolare e si può migliorare mediante esercitazioni di stretching. Premesso che per lo sviluppo delle capacità coordinative ci sono delle tappe (adolescenza) ove si possono ottenere miglioramenti significativi; per le capacità motorie, impegnate in maniera attiva nella corsa, indispensabili per correre più a lungo, più velocemente possibile, è necessario programmare una preparazione ad "Ok" per ottenere notevoli miglioramenti. Sia la forza, la resistenza e la velocità, sono indispensabili al podista, per tale motivo è opportuno programmare sedute di potenziamento muscolare, circuiti a carico naturale e allenamenti in salita (brevi, medie e lunghe) per migliorare la forza; corse lunghe lente e medie per migliorare la resistenza; e corse veloci, intervallate e con variazioni per migliorare la velocità. Una preparazione così accurato ci permetterà di partecipare con successo sia a gare brevi, sia a Mezze Maratone e Maratone. E' ovvio che in base alla specialità, gare brevi o lunghe, sarà suddivisa la preparazione atletica, se il nostro obiettivo è correre una Maratona svolgeremo sedute più lunghe e meno intense, se invece le gare brevi sono il nostro obiettivo, correremo meno ma più intensamente.
  3. Struttura fisica: per questa 3^ caratteristica si intende sia la struttura genetica "non modificabile o quasi" che ci viene data dai nostri genitori (esempio altezza, caviglie piccole ed elastiche, o il contrario, caratteristiche biochimiche delle fibre muscolari o , etc), e sia dalla struttura fisica che noi possiamo "modificare" in base agli allenamenti. Analizzando questo secondo caso, possiamo sicuramente con l'allenamento modificare la nostra struttura fisica, se il nostro obiettivo è quello di correre una maratona dobbiamo perdere peso, migliorare la resistenza aerobica e modificare la struttura delle nostre fibre muscolari (rosse/lente con maggior emoglobina), sviluppare una certa forza muscolare, non tralasciare le esercitazioni per migliorare moderatamente il trofismo muscolare (aumento della massa muscolare). Insomma con un allenamento specifico e razionale possiamo modificare la nostra struttura fisica, l'esempio è dato da un velocista e da un maratoneta, la loro struttura fisica è differente "a causa" dell'allenamento specifico svolto per molti anni di carriera.
  4. Tecnica di corsa: quest'ultimo aspetto modificabile, purtroppo è uno dei punti deboli di molti podisti amatori, compreso me, che dedichiamo poco o nulla tempo alle esercitazioni tecniche, perché le riteniamo monotone, poco divertenti e dopo una giornata di lavoro ci sembra stressante mettersi lì a fare esercizi di rullata e spinta dei piedi, saltelli a una gamba, saltelli con la funicella, sali e scendi dalle scalinate per migliorare la spinta dei piedi. Il mio consiglio, se proprio non vogliamo inserire esercitazioni tecniche specifiche in un momento specifico della seduta, è quello di dedicare "inconsciamente" nella fase del riscaldamento alcuni momenti di corsa ove ci focalizziamo sulla spinta dei piedi, sull'appoggio, sulla propriocettività neuromuscolare, sulla falcata in genere, e lo stesso lo si può fare nella fase di defaticamento, anche se è meno produttivo visto la stanchezza che si accumula a fine allenamento.


Spero che questa analisi delle qualità fisiche, tecniche e mentali del podista amatore possa farci capire che ognuno di noi può migliorarsi nella corsa se si allena con costanza, regolarità, criterio, avendo una programmazione dell'allenamento mirata all'obiettivo che si vuol raggiungere e adatta alle nostre caratteristiche fisiche, tecniche e mentali. Bisogna tener presente che ogni stimolo allenante conduce a degli adattamenti e modifiche biochimiche e strutturali nel nostro organismo. Quindi in pratica ogni mezzo di allenamento utilizzato condizionerà la nostra condizione fisica e quindi la nostra prestazione finale e la nostra gara.

Buona corsa!
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