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CORRERE CON L'UMIDITA'

La Maratona è uno sport di lunga durata ove le condizioni climatiche a volte ne fanno da padrona, e possono condizionare non poco la prestazione e la salute di chi corre, com'è successo domenica alla Maratona di Firenze. Prima di parlare della condizione specifica dell'umidità quando si corre, vorrei introdurre il concetto della Termoregolazione durante attività fisica prolungata.

La termoregolazione comprende tutte le funzioni che regolano la produzione ed il trasporto del calore, in base alle condizioni termiche dell'ambiente, consentendo alla temperatura centrale, (37° C - equilibrio tra termogenesi e termolisi), di rimanere costante.

La termoregolazione chimica è l'adattamento della produzione di calore alle condizioni termiche dell'ambiente, funziona solo provocando un aumento del consumo di ossigeno, può aumentare in condizioni di freddo, ma non può diminuire in condizioni di caldo. L'uomo è un animale prevalentemente tropicale, perchè non possiede, come altre specie, una termogenesi veloce al freddo. L'uomo può rabbrividire, in questo modo produce calore per mezzo delle contrazioni muscolari asincrone che non provocano alcuno spostamento.

La termoregolazione fisica è la regolazione del trasporto di calore dall'interno dell'organismo alla superficie e dalla superficie all'ambiente esterno. Interno a temperatura sempre costante e sede della termogenesi, superficie a temperatura esterna, sede della termolisi. Un corpo nudo esposto al freddo avrà la pelle fredda ed il centro dell'organismo sempre a temperatura costante.

Gli scambi termini tra superficie e ambiente esterno.

Alla superficie dell'organismo, gli scambi termici avvengono per conduzione, convezione, irraggiamento e vaporizzazione. Le prime tre dipendono unicamente dalle condizioni esterne: temperatura, ambiente, correnti d'aria e colori dell'ambiente, come il microclima creato dagli abiti. La vaporizzazione è un parametro fisiologico regolato diversamente. La vaporizzazione dell'acqua dai polmoni è indipendente dai bisogni di termoregolazione. Dipende dalla portata respiratoria e dal tenore in vapore acqueo dell'aria respirata. La vaporizzazione sulla superficie della pelle è regolata. Il fenomeno della dispersione di calore non è dipendente dalla temperatura dell'ambiente esterno, ed è il solo meccanismo efficace quando questa supera i 37° C. E' un meccanismo tanto meno efficace quando l'aria è satura in vapore acqueo, perchè una parte dell'acqua eliminata non evapora e rimane allo stato di sudore.

Da questa premessa dovuta, e soprattutto dall'ultima definizione si capisce come "correre con un tasso elevato di umidità" , com'è successo domenica per la Maratona di Firenze non è alquanto ideale. Infatti, quello che accade è il fatto che il meccanismo di termoregolazione appena descritto viene messo seriamente sotto stress e non funziona al 100% delle sue possibilità con il risultato finale che l'acqua non evapora e quindi rimane allo stato di sudore, la temperatura interna sale e conduce l'organismo in una stato di disidratazione e il rendimento fisico viene compromesso. Non a caso quando l'ambiente esterno è umido si suda anche stando fermi, gli indumenti si inzuppano d'acqua.

Quindi cosa fare in gara quando il tasso di umidità è elevato?

  1. Coprirsi il meno possibile, anche se domenica a Firenze la temperatura oscillava dai 7 ai 12°, comunque col passare dei chilometri la temperatura interna aumentava proprio per la presenza dell'umidità;
  2. Partire più lentamente di quanto studiato a "tavolino", mettersi l'anima in pace che non sarà la giornata ideale per programmarsi di fare il proprio personale in quella gara;
  3. Bere ai rifornimenti, e diluire eventuali integratori come maltodestrine che potrebbero affaticare ulteriormente l'organismo, e consumare ancora più ossigeno di quanto già ne sta consumando;
  4. Fare attenzione all'appoggio, una condizione atmosferica non ideale come il tasso di umidità elevato, fa si che la strada sia bagnata e che l'appoggio del piede al suolo è compromesso, manca quella forza di spinta, quindi si rischia anche di cadere e di compromettere il tutto.


Non rispettando questi accorgimenti, fa si che arrivati al 30°/35°km in base alla nostra condizione fisica, si rischia di accusare un rallentamento nel ritmo, poi man mano si avvertono i crampi per mancanza di idratazione, e quindi di Sali minerali depauperati dal fatto che la temperatura corporea continua a salire, anche se sulla pelle si potrebbero accusare brividi di freddo, com'è successo a Firenze per diversi podisti, dovuto anche alla stanchezza che si avverte quando il corpo non è al meglio delle proprie condizioni fisiologiche.

Quindi, la conclusione è che se capita una Maratona in cui già prima di partire le previsioni meteorologiche dicono che il tasso di umidità deve essere elevato durante la gara, ci si adopera di buon senso e si cerca di attuare tutti gli accorgimenti possibili, altrimenti si rischia di non arrivare neanche al traguardo, com'è stato per Firenze domenica scorsa.

Buona corsa!