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TRAINING AUTOGENO PER LA TUA PRESTAZIONE

Sempre più nel mondo dello sport si sente parlare di Allenamento Mentale, di prestazioni che possono essere migliorate non solo dedicando del tempo all'allenamento fisico in sé, ma anche dedicare del tempo prezioso agli aspetti mentali che racchiudono la nostra persona. Il più delle volte le "peak performance" avvengono in quanto ci sono diversi fattori che si intrecciano tra loro, tra cui corpo e mente che viaggiano all'unisono, non solo corpo, ma anche mente al servizio delle nostre prestazioni atletiche. Oggi proveremo a parlare di una tecnica molto utilizzata in ambito sportivo (oltre all'ambito clinico che non ci interessa) per migliorare le proprie prestazioni, in quanto la maggior parte degli sportivi "sentono la gara" in maniera eccessiva che potrebbe pregiudicare la prestazione.

Cos'è e a cosa serve il Training Autogeno?

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento usata in ambito clinico nel controllo dello stress, nella gestione delle emozioni e nelle patologie con base psicosomatica. Come abbiamo visto viene utilizzata anche in altri ambiti quali lo sport e in tutte quelle situazioni che richiedano il raggiungimento di un alto livello di concentrazione. Di primaria importanza, in questa tecnica, è rendere i propri pazienti indipendenti dal terapeuta per sviluppare il proprio benessere. Mentre infatti nell'ipnosi è sempre necessaria la presenza dello psicoterapeuta, salvo particolari casi piuttosto rari di auto-ipnosi, nel TA il soggetto diviene del tutto autonomo. Il training autogeno è una tecnica di rilassamento basata sulla correlazione tra stati psichici (in particolare le emozioni) e aspetti somatici dell'individuo. Le emozioni sono il risultato di un complesso insieme di modifiche che coinvolgono sistema nervoso periferico, sistema nervoso centrale, ormonale e più in generale, neuroendocrino. Oltre ad una predisposizione genetica, l'assetto, ovvero l'equilibrio, tra aspetti prevalentemente somatici ed aspetti di natura principalmente cognitiva (risultanti dall'interazione con l'ambiente fisico e sociale) determina il tipo di risposta che ognuno avrà rispetto all'ambiente stesso durante lo sviluppo. Indurre volontariamente, a livello corporeo, delle risposte tipiche degli stati di quiete di un soggetto ha, da una parte, riflessi sull'autopercezione, a livello cognitivo, della propria condizione emozionale e dall'altra produce una risposta somatica coerente con l'induzione stessa. In pratica la modifica dell'assetto psicofisiologico del soggetto si inserisce in un processo che si auto determina (autogeno, appunto) partendo dal soma per arrivare alla psiche per tornare al soma e così via. La pratica del training autogeno ha tra le sue finalità un maggior controllo dello stress, dell'ansia, una riduzione generale della tensione emotiva e il recupero delle energie, anche grazie a un ridimensionamento spontaneo delle emozioni negative "allegate" a determinati vissuti.

Lasciando stare l'attuazione terapeutica di questa pratica mentale, vediamo come può essere utilizzata in ambito sportivo per migliorare la propria performance atletica. Per prima cosa è fondamentale che le prime sedute di training autogeno siano seguite da un esperto del settore, successivamente si potranno mettere in pratica tutti gli esercizi inerenti questa tecnica di rilassamento mentale. Ipotizziamo che abbiamo già intrapreso delle sedute tecniche di training autogeno e sappiamo quello che dobbiamo fare prima di una gara, è fondamentale che rispettiamo alcuni passaggi per farsi che questa tecnica funzioni e porti i risultati sperati. Sappiamo benissimo che ognuno di noi si approccia alla gara in modo differente, c'è chi sente maggiormente la gara, c'è chi cerca di stemperare la tensione scherzando con gli amici prima di un appuntamento importante, c'è chi snobba la gara non considerandola tale. A prescindere da come uno possa avvicinarsi alla gara , la cosa importante è quella di trovarsi al punto di partenza "liberi mentalmente" senza il peso del chiacchiericcio mentale , del sentire la prestazione in maniera eccessiva. Per evitare che tutto ciò accadi come abbiamo menzionato pocanzi abbiamo un mezzo di allenamento mentale che ci permette di allontanare le tensioni, questo è il Training Autogeno. Esso quindi non è altro che una tecnica di rilassamento mediante una concentrazione passiva, cercando di intervenire sulle capacità di dominare le proprie risorse interiori cercando di apportare un equilibrio tra corpo e mente senza essere succube di pensieri e tensioni forvianti. La base di questa tecnica è quella che ogni atleta deve imparare ad essere padrone di se stesso ,e fare in modo che in qualsiasi momento esso riesca a vivere ogni evento sportivo (e non ) con maggior calma possibile. E' ovvio che questa è una vera e propria tecnica, un vero e proprio allenamento che deve essere applicato e imparato durante la preparazione atletica, ed è opportuno farlo sempre nei giorni prima e negli attimi antecedenti la gara per apportare i dovuti adattamenti positivi per il nostro organismo. Per fare in modo di trasmettere questa "pace interiore" rilassando mente e corpo è opportuno lasciare che tutto accadi in maniera naturale , quindi concentrandosi sul respiro in maniera naturale, lasciare che il battito cardiaco rallenti , percepire il calore del proprio corpo , percepire la forza e la tensione del proprio corpo. Il Training Autogeno deve essere utilizzato per poter migliorare la capacità di concentrazione prima di un evento importante, limitare lo stato di ansietà, di tensione del proprio corpo, calmare la propria mente e non essere succube della propria emotività, eliminare le tensioni muscolari che potrebbero condizionare il consumo energetico prima di una gara , ridurre l'insonnia le notti prima della gara, migliorare la fiducia in se stessi e quindi nelle proprie potenzialità. Oltre a un approccio e una pratica antecedente alla manifestazione in essere, diventa anche importante in gara abbastanza impegnative e lunghe, come può essere una Maratona nel podismo, una gara a tappe nel ciclismo, una gara di triathlon lungo , riuscire a rilassarsi durante la gara stessa concentrandosi sulla respirazione ed eliminando le tensioni che possono presentarsi in gara per via delle difficoltà della manifestazione stessa.

Come esercitarsi per il Training Autogeno?

Considerando che abbiamo attuato tutte le procedure antecedenti alla manifestazione, sistemato il borsone e tutto quello che serve per la gara in se, iniziamo a concentrarci un attimo sull'aspetto rilassamento prima della gara. Possiamo praticare il Training Autogeno in diverse posizioni:
  • Posizione straiati (supini), abbigliamento comodo e largo che ci permetta di muoverci con facilità e di mantenere una buona temperatura corporea, né troppo caldo e né troppo freddo, le braccia sono rilassate lungo i fianchi , il capo eventualmente poggiato su un cuscino, i piedi rilassati senza scarpe e le gambe distese;
  • Posizione seduta con gambe incrociate (posizione loto) o su uno sgabello, con piedi che poggiano terra , le braccia lungo i fianchi , le mani rilassate, il capo leggermente inclinato in avanti, gli occhi devono essere chiusi o socchiusi per evitare interferenze visive durante la pratica, e concentrarci maggiormente sulle proprie immagini positive e visualizzazioni inerenti al proprio stato di rilassamento.
Una volta che abbiamo trovato la nostra posizione comodo, ognuno deve cercare una posizione che gli permetta di essere più rilassati possibili, non c'è una posizione adatta a tutti gli sportivi, trovate una vostra dimensione fisica e quindi di rilassamento. Dopo si passa alla fase successiva che è quella prettamente pratica e di esercitazione.
  1. Esercizio della sensibilità per rilassare la muscolatura: in questo caso si cerca di concentrarsi su una parte specifica del proprio corpo , cercando di ripetersi mentalmente una frase del tipo "la mia gamba è forte". In questo caso inizialmente si preferisce concentrarsi su parti del corpo abbastanza limitate e più frequentemente usati nella pratica della nostra disciplina sportiva. L'obiettivo è fare in modo che la concentrazione su una parte del corpo ci permetta di rilassare le parti restanti del nostro corpo per via dell'allontanamento della concentrazioni su quelle determinate parte non prese in considerazione. Molti potrebbero non percepire nulla in quanto poco sensibili ai cambiamenti del proprio corpo, ma con la pratica si migliorerà anche questa sensibilità e percezione. Il tempo dell'esercizio potrà oscillare da 1 a 3' minuti. In questo caso ripeto l'obiettivo è di percepire una stato di rilassamento generale indotto dalla propria concentrazione e percezione.
  2. Esercizio del calore per migliorare la vasodilatazione: in questo esercizio essendo che dobbiamo generale una sensazione tale che si avvicini a quella del calore anche la frase che dobbiamo enunciare mentalmente deve essere appropriata, quindi basata su ad esempio : " la mia gamba è calda" . Oltre a enunciare questa frase è possibile completare e migliorare questa percezione utilizzando l'immaginazione, la visualizzazione di un posto caldo che possa aiutarci a vivere a pieno questa percezione di calore sulla nostra gamba o su qualsiasi altra parte del corpo. Tutto ciò ci permetterà di rilassare la muscolatura in quanto come ben sappiamo un muscolo teso crea vasocostrizione dei vasi, mentre un muscolo rilassato crea vasodilatazione dei vasi sanguigni.
  3. Esercizio della respirazione: tutto ciò sarà messo in atto con una maggiore concentrazione del respiro per percepire l'aria che entra e l'aria che esce dalla gabbia toracica, percependo l'addome che si gonfia e si sgonfia in base alle fasi di inspirazione ed espirazione. Possiamo aiutarci enunciando la nostra frase che preattiva questa condizione : "il mio respiro è regolare e profondo". In questo caso l'obiettivo è quello di allontanare le tensioni sul nostro corpo e farlo rendere al meglio. Questo esercizio potrebbe essere utilizzato inizialmente prima per fare in modo di preparare il corpo alle fasi ed esercizi successivi viste precedentemente.
Quindi come ogni allenamento che si rispetti anche questo del Training Autogeno è giusto che lo si pratichi in diverse situazioni e in diversi momenti della preparazione per utilizzarlo al meglio nel momento in cui andremo ad affrontare la nostra gara importante. La via per il successo è sempre la stessa: "provare…provare…provare" , solo sperimentando possiamo capire e comprendere come migliorare le nostre performance, e se tutto ciò non succederà almeno avremo modo di poter dire " ho fatto tutto il possibile per ottenere una peak performance , ma non ci sono riuscito, pazienza" . Provare non ci costa nulla! Buona corsa e buon allenamento mentale
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