:: LO ZEN E ... LA CORSA ::
Origini Che cos'è lo Zen
LA "NON MENTE" NELLA CORSA DI LUNGA DISTANZA
(commenti dal libro "Lo Zen e l'arte della spada")


La corsa come ho sempre definito in diversi articoli non è solo gambe, non è solo un corpo che si muove, ma è anche una mente o meglio una "non mente" che vive emozioni; uno spirito che assapora le innumerevoli emozioni vissute durante la corsa.

Per noi occidentali alcune filosofie, pensieri, aforismi zen non li concepiamo, o per lo meno diviene difficile assaporarne il significato, ma come accade nei "koan zen : versi che non hanno un significato logico", non è importante capire.
Ogni podista avrà sperimentato sulla sua pelle quello stato mentale in cui "non si pensa a nulla", le gambe girano a mille, e la mente è leggera immersa nei suoi sogni e immaginazioni. Quello stato di "Trans" è definito dai Buddisti, dalla cultura Zen come uno stato di "NON -MENTE, NON-PENSIERO"…

C'è un libro che esprime in maniera pratica e concisa questo concetto, il libro è "Lo Zen e l'arte della Spada", Takuan Soho - Oscar Mondatori.
Secondo la pratica Buddista c'è un "luogo di stallo ove la mente si ferma, nell'ambito delle arti marziali è osservare la spada in movimento mentre sta per colpire. La mente, fissa, si preoccupa della spada in sé, e non permette ai movimenti dello spadaccino di esseri liberi".
Nell'ambito della corsa questo "luogo di stallo" può essere ascoltare la fatica, essere offuscati dai pensieri negativi pre e durante la gara, non esprimendosi al meglio , ma sentirsi "legati"… non liberi di far scorrere la propria energia!

Secondo l'autore, "bisogna fare in modo che la mente non venga trattenuta dalla visione della spada (dai pensieri negativi durante la corsa) che sta per colpire. Occorre, altresì entrare in sintonia con il ritmo della spada che avanza. Se non si permette che nascono pregiudizi o riflessioni, se la mente non è invasa totalmente, allora si potrà intervenire nell'azione dell'avversario".

Per noi podisti tutto ciò cosa significa? Significa che se non siamo completamente immersi nei nostri pensieri negativi, se le nostre riflessioni pre e durante la gara non offuscano la mente, avremo la possibilità di liberarcene e poter correre con leggerezza e più a lungo possibile.
Inoltre in questo libro si evidenzia un altro concetto della "mente immutabile". "La mente è immutabile quando vede senza guardare". Per guardare la mente si deve fermare, e quando si ferma su qualcosa (pensieri negativi in gara, disturbi fisici , ecc) trattiene diverse cose in sé.

"Quando si è di fronte a un albero, se si guarda una sola della tante foglie rosse, non si vedranno tutte le altre".
Praticamente durante la corsa se la mente si focalizzerà su un solo pensiero negativo (tensione muscolare, ritmo che rallenta), non avrà modo di vivere la corsa positivamente e sarà offuscata togliendo energia al corpo fisico.

C'è nel libro un altro concetto che ci fa capire come la mente è fondamentale nella gestione della fatica, nel non soccombere ai pensieri negativi. Si parla di "dove si pone la mente".

L'autore dice:
  • Se si pone la mente nell'azione del corpo dell'avversario, la mente ne sarà soggiogata".
  • Se si pone la mente nella spada dell'avversario, la mente ne sarà soggiogata".
  • Se si pone la mente nel proprio pensiero di come colpire l'avversario la mente ne sarà soggiogata".
La mente non deve essere messa da nessuna parte, in nessun luogo, cioè la mente non deve focalizzarsi su nulla, e quindi bisogna lasciare da parte i pensieri negativi, solo cos'ì la mente sarà libera di andare dove vorrà senza lasciare traccia sul nostro corpo. Per percorrere 42km195mt c'è necessità possedere una condizione di "Non-Mente", quando la mente è libera dai pensieri è detta mente della "Non - Mente", del "non - pensiero".

Quando un pensiero occupa la mente , anche se si sentono le parole (incitamento della gente), non si è in grado di capirle e apprezzarle. Ciò che è nella mente è il pensiero, se si è in grado di rimuoverlo, la mente diventerà "Non - Mente", agirà all'occorrenza. Se non si pensa la mente si libererà da sola.

Molte volte il fattore limitante per preparare una Maratona e per percorrerla è dato dalla mente, non dal corpo. La mente decide quando, come e se affrontare una Maratona, il corpo non fa altro che ascoltare ed ubbidire alla "mente che mente". Quando saremo in grado di non far penetrare pensieri forvianti nella mente, acquisendo una mente "Non-Mente", allora saremo in grado di andare "oltre i nostri limiti". La meditazione, il training mentale, il training autogeno sono tutte tecniche che servono a tale scopo, ad allontanare dalla mente i pensieri negativi, a trovare il "vuoto mentale", e far rendere al massimo il proprio corpo.

Buona corsa & buona meditazione!

Torna all'elenco articoli >>>